L’esse dell’algoritmo. Per uno statuto intensivo delle intelligenze artificiali
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Parole chiave

metafisica
ontologia
algoritmo
tomismo
essere
intensivo
intelligenza
artificiale
filosofia
tecnologia

Come citare

Carrara, A. (2026). L’esse dell’algoritmo. Per uno statuto intensivo delle intelligenze artificiali. Alpha Omega, 28(3), 297–316. Recuperato da https://riviste.upra.org/index.php/ao/article/view/4533

Abstract

Questo articolo indaga lo status ontologico degli algoritmi e dell'intelligenza artificiale attraverso la lente della metafisica dell'essere intensivo sviluppata da Cornelio Fabro all'interno della tradizione tomista. Esso sostiene che gli algoritmi dovrebbero essere intesi come entità artificiali intenzionali, distinte sia dagli esseri naturali che dai tradizionali artefatti materiali. Applicando categorie metafisiche classiche come ens ab alio e ens rationis cum fundamento in re, l'articolo colloca gli algoritmi al grado più basso di intensità ontologica. L'analisi si estende poi alle forme contemporanee di intelligenza artificiale, in particolare all'IA generativa, proponendo una gerarchia ontologica graduata dall'IA simbolica ai sistemi di deep learning. Sebbene l'IA generativa mostri comportamenti dinamici e creativi, questi sono interpretati come simulazioni di intenzionalità piuttosto che espressioni di autentica intenzionalità intrinseca. L'articolo affronta criticamente la filosofia contemporanea della tecnologia per evitare sia l'antropomorfismo che il riduzionismo. In definitiva, sostiene che i sistemi di IA possiedono solo un essere derivato e strumentale, dipendente dall'intenzionalità umana e dai substrati materiali. Questo chiarimento metafisico fornisce una base per una valutazione etica e filosofica più sobria dell'intelligenza artificiale.

 

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